Il Museo Archeologico dell’antica Kaulon, inaugurato alla fine di aprile 2015, integra e approfondisce la visita del Parco Archeologico dell’antica città. Allestito come mostra permanente, custodisce e conserva i reperti rinvenuti nelle varie campagne di scavo effettuate nel territorio dell’antica colonia achea di Kaulon: da quelle di inizio ’900 di Paolo Orsi fino a quelle più recenti avviate dagli anni ’80 nell’abitato e nelle aree sacre e tuttora in corso. All’interno del Museo Archeologico dell’antica Kaulon è visibile una sezione dedicata ai primi contatti tra greci ed indigeni (IX-VIIII sec. a.C.) evidenti sul territorio grazie al rinvenimento della Necropoli di Contrada Bavolungi nel comune di Stilo, e al primo impianto della città achea (prima metà del VII sec. a.C.). Altrettanto interessanti sono i reperti relativi alla fase di occupazione della città da parte della popolazione italica dei Bretti, provenienti dagli scavi della necropoli e del quartiere ceramico individuati ai margini dell’abitato antico. La visita all’interno del Museo Archeologico dell’antica Kaulon prosegue con la sezione dedicata agli ambienti destinati al banchetto e al simposio: qui è visibile il famoso mosaico figurato con un drago marino, datato alla fine del III sec. a. C., oggetto di recente restauro, rinvenuto presso la cosiddetta Casa del Drago. Si tratta di un mosaico policromo raffigurante un drago marino posto sulla soglia d’ingresso di una sala da pranzo di grandi dimensioni il cui pavimento interno, decorato da un mosaico incorniciato da un motivo ad onde marine, è tuttora in situ. Il soggetto fu scelto per il suo valore apotropaico e raffigurato in posizione di attacco, a difesa dalle forze maligne che potevano turbare il gioioso clima del banchetto. Una sezione del Museo Archeologico dell’antica Kaulon è dedicata al complesso termale di età ellenistica rinvenuto all’interno del Parco Archeologico, qui sono esposte le vasche per abluzioni singole recuperate nel bagno circolare dello stesso complesso. Completano la presentazione dell’importante edificio alcune gigantografie relative ai vari ambienti incluso quello dotato di vasca rettangolare e mosaico pavimentale policromo decorato al centro con cassettoni inquadrati in una fascia di figure animali affrontate: draghi, delfini, ippocampo. Particolare importanza rivestono sia il tempio dorico di cui sono presentate le varie fasi costruttive che gli ex voto, soprattutto in bronzo, tra cui risalta la lamina in alfabeto acheo oggetto di studio da parte degli scopritori (Parra-Ampolo). Si prosegue con la presentazione dei rinvenimenti subacquei con basi e sommoscapi di colonne ioniche dell’inizio del V sec. a.C., delle aree di necropoli e degli spazi dedicati alla lavorazione artigianale della ceramica e della fusione dei metalli; questi ultimi attestati dal rinvenimento non solo di scorie di fusione, ma anche da utensili (pinze) e altri strumenti in ferro che costituiscono l’unica documentazione nota per la metallurgia greca in Calabria. Sono esposti vasi di varia forma destinati ai diversi usi quotidiani, statuette femminili in terracotta, gioielli e monete in argento. Vi è infine una “ricostruzione” del cortile interno con colonnato tipico della casa greca di età ellenistica. Nel cortile antistante l’ingresso del Museo sono esposte delle ancore antiche in pietra, ferro e bronzo, risalenti a diverse epoche, rinvenute in mare.

Orari di Apertura

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Mercoledì

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Giovedì

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Venerdì

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Sabato

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Luogo chiuso al pubblico il cui ingresso è subordinato al pagamento di un biglietto.

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