All’interno del Parco è Il Museo dove sono esposti i risultati delle campagne di scavo con un allestimento che ripercorre la storia della città attraverso reperti che documentano la vita antica sotto ogni aspetto. Il museo è allestito in un edificio rurale che risale al 1800 e appartenente al complesso signorile dei baroni Mazza, recentemente ristrutturato per essere destinato a sede museale. Il Museo, grazie alla nuova dotazione tecnologica, è divenuto uno spazio culturale ancora più coinvolgente. I reperti del mondo antico sono valorizzati da soluzioni moderne, dotate di strumenti interattivi efficienti e coinvolgenti, studiati per accompagnare nella visita museale sia il singolo utente che i gruppi guidati. Le postazioni interattive danno il benvenuto ai visitatori già all’ingresso del Museo, dove un grande monitor touch screen consente di esplorare la mappa interattiva di tutta l’area del Parco Archeologico. Dodici sono le sale divise su due piani, di cui un piano terra rialzato più un piano. I ritrovamenti più antichi, all’interno del territorio di Roccelletta risalgono al paleolitico inferiore e superiore e sono rappresentati da alcuni reperti di industria litica su selce ed ossidiana. Appartengono al periodo di Skylletion, tra V e III secolo a.C., numerosi reperti ceramici di importazione (lekythos attica) e coloniali, un frammento di capitello dorico, frammenti a figure rosse italioti, ceramiche a vernice nera, un interessante strigile (attrezzo per detergere il corpo dall’olio) di ferro, testimonianza di attività sportive, oltre a monete in bronzo. A Scolacium e all’età romana sono attribuiti la maggior parte dei reperti ritrovati nel parco archeologico soprattutto nel foro e nel teatro, tra cui spiccano pregevoli frammenti architettonici, un’importantissima collezione di sculture di marmo, rappresentanti personaggi illustri, perlopiù togati, testimonianza artistica e politica della Calabria di età romana e uno straordinario avambraccio colossale in bronzo oltre ad una collezione di ceramiche di egregia fattura. Le sepolture della necropoli, relative a vari periodi compresi tra il I sec. a.C. e il IV sec. d.C., hanno restituito significativi corredi. Accanto a lucerne di terracotta di tipologie ben note anche nell’abitato (a becco tondo….) sono presenti anche forme in vetro (balsamari tubolari, coppe costolate, bottiglie, piatti, bicchieri, calici). Tra gli oggetti spicca una preziosa coppa realizzata con la tecnica dei nastri policromi da officine dell’Italia Centro-Meridionale e rinvenuta insieme ad un balsamario carenato di vetro blu ed un unguentario piriforme, di produzione nord-italica. Un ulteriore fase è infine documentata da due siloi e dal ritrovamento di ceramica a vetrina che lasciano supporre una continuità di vita fino all’VIII-IX secolo d. C. in relazione con complesso monastico (laura) basiliano individuata nelle strutture che precedettero l’impianto della basilica normanna. La visita si conclude con un interessante percorso di archeologia industriale: ancora intatto, difatti, il Frantoio, costruito nel 1934 dalla famiglia Mazza.

Orari di Apertura

Lunedì

Chiuso

Martedì

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Mercoledì

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Giovedì

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Venerdì

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Sabato

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Domenica

Estate: 15:30 - 19:00 || Inverno: 09:00 - 13:00

Informazioni e servizi aggiuntivi

Visitabile al pubblico

Ingresso a pagamento

Ingresso a pagamento

Luogo chiuso al pubblico il cui ingresso è subordinato al pagamento di un biglietto.

Estensione Oggetto

Visitabile al pubblico

Ingresso libero/pagamento

A pagamento

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