Il Museo Archeologico Statale di Vibo Valentia, intitolato al conte Vito Capialbi, studioso e archeologo del XIX secolo, è ospitato dal 1969 nel castello Normanno-Svevo, sito sulla collina dove era situata l’acropoli dell’antica Hipponion. Fu edificato da Ruggero I tra il 1070 ed il 1074 d.C e successivamente venne ampliato, prima per volere di Federico II e poi, sempre nel XIII secolo, dagli Angioini. Nel ‘500 subì qualche leggera modifica per l’adattamento a residenza. Danneggiato da un terremoto alla fine del XVIII secolo, venne utilizzato poi come prigione. L’allestimento attuale del museo segue un ordine cronologico e topografico e comprende materiali provenienti dalla città e dalle zone archeologiche nei dintorni, arricchite da alcune collezioni otto-novecentesche donate da studiosi locali. Il museo è diviso in quattro sezioni principali: reperti da edifici sacri, da necropoli, da collezioni private e i materiali d’età romana. Nel cortile è esposto un mosaico con fontane e scene marine del III secolo d.c., ritrovato nei pressi dell’antico porto della città. Tra i pezzi più significativi di tutto il museo spicca su tutti una laminetta in oro con un’iscrizione incisa su sedici righe in dialetto dorico-ionico, che rappresenta un’importante testimonianza del culto delle religioni misteriche in Calabria, forse già in uso prima dell’arrivo dei greci, con consigli per il defunto nell’aldilà. Fu trovata in una tomba datata tra il V e il IV secolo a.C, adagiata sul petto di una donna e ripiegata in quattro. La laminetta orfica di Hipponion va ad aggiungersi ad altre 6 laminette orfiche in precedenza ritrovate nel territorio della Magna Grecia (una a Strongoli, l’antica Petelia, le altre 5 a Thurium presso Sibari), ma questa è tra tutte la più completa e lunga nel testo e la più antica. E’ una testimonianza importante del culto orfico, fortemente condizionato in Calabria dalle dottrine pitagoriche, con una nuova visione metafisica dove l’uomo è ritenuto per la prima volta composto da una parte immortale (Anima) che proviene dal divino e da una parte mortale (corpo). Il testo tradotto recita: “Di Mnemosyne è questo sepolcro. Quando ti toccherà di morire, andrai alle case ben costruite di Ade: v’è sulla destra una fonte, e accanto ad essa si erge un bianco cipresso diritto; lì discendono le anime dei morti per aver refrigerio. A questa fonte non accostarti neppure; ma più avanti troverai la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi custodi, ed essi ti chiederanno, in sicuro discernimento, che mai cerchi attraverso la tenebra dell’Ade caliginoso. Dì loro: ‘Son figlio della Greve e del Cielo stellato; di sete son arso e muoio: ma datemi, presto, la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne’. Ed essi ti mostreranno benevolenza per volere del sovrano degli Inferi, e ti lasceranno bere dal lago di Mnemosyne; e infine tu percorrerai la sacra via su cui procedono gloriosi anche gli altri iniziati e posseduti da Dioniso”. E’ davvero una forte emozione leggere qualcosa che è stata scritta 2500 anni fa.

Orari di Apertura

Lunedì

Chiuso

Martedì

09:00 - 20:00

Mercoledì

09:00 - 20:00

Giovedì

09:00 - 20:00

Venerdì

09:00 - 20:00

Sabato

09:00 - 20:00

Domenica

09:00 - 20:00

Informazioni e servizi aggiuntivi

Visitabile al pubblico

Ingresso a pagamento

Ingresso a pagamento

Luogo chiuso al pubblico il cui ingresso è subordinato al pagamento di un biglietto.

Estensione Oggetto

Visitabile al pubblico

Ingresso libero/pagamento

A pagamento

Recensioni

Lascia una recensione

Solo gli utenti registrati possono aggiungere una recensione