Il Museo accoglie ed espone i documenti archeologici della Sibaritide, il territorio che dall’antichità gravitava attorno alla città di Sibari. La ricerca ha restituito importanti testimonianze di questa area: dalla protostoria della Magna Grecia alla civilta’ romana, relative alle città di Sybaris, Thurii e Copia, i vari stanziamenti presenti nella zona compresi il Brutium e l’Enotria, rinvenuti principalmente negli scavi di Parco del Cavallo, Casa Bianca, Castiglione di Paludi e Timpone Motta, fino alla tarda antichità e al Medioevo. Le testimonianze di maggiore interesse sono frutto degli scavi nel parco archeologico di Francavilla Marittima dalla cui necropoli provengono i corredi tombali risalenti all’età del ferro;dal santuario di Atena del VI-IV secolo a.C. provengono gli ornamenti religiosi ed i frammenti architettonici. Di notevole importanza la tabella in bronzo con dedica ad Atena appartenente a Kleombrotos figlio di Dexilaos, vincitore di una gara ad Olimpia, risalente agli inizi del VI secolo a.C. Importantissimo è “Il corredo del chirurgo” proviene da una delle più straordinarie sepolture di età romana di tutta Italia: “la tomba del chirurgo“, nota anche agli storici della medicina. Si tratta di un corredo funerario molto particolare: la “borsa dei ferri” di un medico ortopedico o dentista del I° secolo dopo Cristo. Nella borsa si trovano una serie di strumenti di grande valore documentario, tutti in bronzo con decorazioni a intarsio in argento. Alcuni di questi sono ancora perfettamente funzionanti. Ancora più antico è un pettine in avorio di elefante con decorazione incisa a cerchi concentrici del XI secolo a.C. e proveniente dall’abitato protostorico di Torre Mordillo. Bellissima è la parziale armatura di bronzo composta da un elmo con paraguance e corazza anatomica bivalve, risalente al VI secolo a.C. dal corredo funerario di Tomba Brettia rinvenuto a Cariati. Da qualche anno, una nuova sala è stata aperta con molti pezzi restituiti da vari musei stranieri, tra cui il Getty Museum statunitense, perché acquisiti illegalmente sul mercato clandestino. Emblema della città di Sibari è il toro; figura scelta nella monetazione antica il toro stante, con la testa volta all’indietro, identifica ancora oggi il Museo. Il ” toro cozzante” è senza dubbio il reperto più suggestivo. Il progetto architettonico iniziale è stato elaborato in ragione di una possibile progressiva disponibilità di conoscenze, di reperti e di fìnanziamenti, assumendo la modularità dei volumi edilizi e la flessibilità – funzionalità degli spazi, quali essenziali peculiarità. L’edificio, di circa 4.000 mq. distribuiti su due livelli, si compone di un nucleo centrale che ha la funzione di organizzare gli ambienti e i percorsi del museo, di quattro unità espositive e di un corpo servizi. Sono stati previsti, oltre agli spazi espositivi, gli ambienti destinati alle molteplici attività amministrative e scientifiche proprie di un organismo museale: magazzini per il materiale proveniente dagli scavi, studi, laboratori di restauro, di disegno e fotografici, depositi di riserva dei reperti non esposti, uffici, locali di controllo. Il complesso edilizio, ultimato nel settembre 1992, è attualmente operativo per le funzioni amministrative, di ricerca, studio, restauro e conservazione. L’11 febbraio 2017 sono stati consegnati al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, insieme al Parco Archeologico anche i nuovi moduli museali eseguiti con finanziamento PON.

Orari di Apertura

Lunedì

Chiuso

Martedì

09:00 - 19:30

Mercoledì

09:00 - 19:30

Giovedì

09:00 - 19:30

Venerdì

09:00 - 19:30

Sabato

09:00 - 19:30

Domenica

09:00 - 19:30

Servizi visite guidate in convenzione con Itineraria Bruttii ONLUS Contatti: itinerariabruttii@virgilio.it

Informazioni e servizi aggiuntivi

Visitabile al pubblico

Ingresso a pagamento

Visite guidate

In convenzione

Ingresso a pagamento

Luogo chiuso al pubblico il cui ingresso è subordinato al pagamento di un biglietto.

Estensione Oggetto

Visitabile al pubblico

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A pagamento

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