Il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri sorge ai confini dell’area sacra di Marasà, nelle immediate adiacenze del tratto d’angolo in cui le mura dopo il loro percorso parallelo alla costa prendono a svilupparsi verso le colline.

Situato presso il km. 95 della Strada Statale 106 “Jonica”, il Museo venne realizzato su progetto dell’architetto G. De Franciscis ed aperto al pubblico nel 1971 con la denominazione di “Antiquarium di Locri”.

E’ una struttura di piccole dimensioni che si sviluppa essenzialmente su due livelli. Il livello sopraelevato è costituito dalla classica area espositiva nella quale trovano posto i reperti e le varie teche che li contengono, disposti secondo un criterio basato sul luogo di rinvenimento del manufatto; il secondo livello è uno spazio aperto che si sviluppa al di sotto del livello sopraelevato a formare quasi un portico nel quale trovano posto reperti di dimensioni maggiori quali sarcofagi, cippi funerari ed elementi architettonici di varia natura, tale spazio è stato inoltre utilizzato anche per conferenze e presentazioni relative all’attività archeologica sviluppatasi nel corso degli anni.

Nell’estate del 1998 grazie all’opera svolta dal suo direttore dell’epoca, il dott. Claudio Sabbione, l’Antiquarium viene elevato al rango di Museo Nazionale riconoscendo la fondamentale importanza dell’area archeologica di Locri Epizefiri nell’ambito del patrimonio culturale del nostro paese. Tale evento segna un momento importante per lo sviluppo dell’intera area archeologica che, nel più ampio progetto di istituzione del Parco Archeologico, viene significativamente ripensata anche per via delle nuove campagne di scavo che interessarono l’area romana della città antica.

Tali campagne di scavo, con i loro eccezionali ritrovamenti (quali, ad esempio, la statua detta del “Togato di Petrara”) riproposero il problema di un’area espositiva museale che doveva essere, senza ulteriori attese, ampliata per poter permettere l’esposizione di un numero maggiore di reperti.

Venne, quindi, individuato all’interno dell’area archeologica un edificio privato (il “Casino Macrì”) che, realizzato tra il XVIII ed il XIX secolo ed adibito a masseria, inglobava ampie porzioni originali (persino una intera sala con copertura a volta) di una struttura di epoca romana e che, una volta acquisito e debitamente restaurato, avrebbe potuto ospitare, in un’ambientazione decisamente suggestiva, la collezione del periodo romano dei reperti provenienti dal territorio dell’antica Locri.

Completata con successo l’acquisizione della struttura, i lavori preliminari di restauro e ristrutturazione cominciarono nel 1999; contemporaneamente al restauro della struttura vennero portate avanti una serie di campagne di scavo nelle aree limitrofe che, come già accennato, furono coronate da notevoli successi.

Nell’estate del 2006 i lavori sulla struttura potevano dirsi ormai completi e si poté incominciare ad ideare la dislocazione dello spazio espositivo nell’attesa che venissero completati importanti lavori di restauro sui manufatti riportati alla luce negli ultimi anni.

Nell’agosto del 2009 l’area espositiva del Casino Macrì viene finalmente aperta al pubblico diventando a tutti gli effetti la sezione dedicata ai reperti di età Romana e tardo-antica del Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri.

fonte: https://www.locriantica.it/sito/museo.htm

Orari di Apertura

Lunedì

Chiuso

Martedì

09:00 - 20:00

Mercoledì

09:00 - 20:00

Giovedì

09:00 - 20:00

Venerdì

09:00 - 20:00

Sabato

09:00 - 20:00

Domenica

09:00 - 20:00

La biglietteria chiude alle 19:00

Informazioni e servizi aggiuntivi

Visitabile al pubblico

Ingresso a pagamento

Ingresso a pagamento

Luogo chiuso al pubblico il cui ingresso è subordinato al pagamento di un biglietto.

Estensione Oggetto

Visitabile al pubblico

Ingresso libero/pagamento

A pagamento

Recensioni

Lascia una recensione

Solo gli utenti registrati possono aggiungere una recensione